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  • Valeria Chiappetta

Cellulite e alimentazione

Iniziamo a parlare di cellulite, chiamata scientificamente pannicolopatia fibro-edematosa, distinguendola come prima cosa dalla ritenzione idrica cioè dalla tendenza a trattenere liquidi all’interno del corpo; un’altra precisazione che è bene fare subito è che la cellulite può riguardare (e di fatto riguarda) quasi tutte le donne perché non dipende solo dalla massa grassa localizzata e dalla quantità di adipe presente, ma coinvolge molti più fattori.

Quindi che cos’è la cellulite?

Sotto il derma abbiamo il primo strato dell’ipoderma, detto lamina superficiale, dove è presente tessuto connettivo che, grazie alla matrice fibrosa, a sua volta formata da diverse proteine quali collagene, elastasi, fibronectina ed altre, va a costituire un reticolo all’interno del quale vengono accumulati gli adipociti, cioè le cellule deputate alle riserve di grasso.

Quando si ha un’alterazione della struttura e della funzione dell’ipoderma, cioè quando il collagene diventa più “lasso” o più sottile, si ha la protrusione del tessuto adiposo al di fuori dello strato reticolare del derma: per questo, indipendentemente dalla quantità e dalla grandezza degli adipociti, possiamo osservare, per lo più sulla pelle dei glutei e delle cosce, quei tipici bozzetti e irregolarità (chiamate comunemente “pelle a buccia d’arancia”), creati appunto dalla sporgenza verso l’esterno del tessuto adiposo.

Ovviamente in presenza di una quantità maggiore di grasso localizzato, che vuol dire a livello cellulare avere degli adipociti più numerosi e più grandi, tale aspetto tipico sarà più evidente.

La cellulite, oltre a essere un inestetismo fastidioso, è la spia che qualcosa non sta andando per il meglio e ci dice che probabilmente ci troviamo di fronte ad un’infiammazione localizzata e a volte anche sistemica.

Da cosa è causata la cellulite? Possiamo dire che ha un’origine multifattoriale.

Alla base c’è sicuramente una predisposizione genetica ad avere il collagene un po’ più debole e meno resistente alle pressioni; a questo però si possono aggiungere diverse concause o eventi stimolanti o peggiorativi come:

· un quadro ormonale particolare in cui si ha uno sbilanciamento degli estrogeni, gli ormoni sessuali tipici dell’organismo femminile (non per forza dobbiamo essere di fronte a dominanza estrogenica, a volte si può avere una minor presenza di progesterone che causa uno squilibrio dei livelli di estrogeni e progesterone): gli estrogeni a loro volta si legano a recettori presenti sulle cellule adipose che possono attivare enzimi come collagenasi o elastasi che vanno a indebolire e degradare ulteriormente la matrice del tessuto connettivo

· problemi del microcircolo o della circolazione sanguigna e linfatica: tutti avremo notato che le zone dove è presente la cellulite sono più fredde e questo è un sintomo di un problema di circolazione

· l’aumento del volume degli adipociti quando accumuliamo più grasso del dovuto va a peggiorare la protrusione del tessuto adiposo verso l’esterno.

· Lo stile di vita che comprende un’alimentazione non appropriata, sport non adeguato, abbigliamento che non favorisce la circolazione, un eccessivo carico di stress

· traumi, a volte anche dovuti ad un allenamento che se poco adeguato può causare dei danni ai vasi o ai tessuti che vanno a peggiorare la cellulite

A volte confondiamo la cellulite con altri inestetismi che possono essere dovuti alla ritenzione idrica, ad una scarsa tonicità muscolare, ad un’alimentazione poco sana o ad un eccesso di grasso: per parlare di cellulite, invece, vanno considerati diversi parametri e cioè: colore, aspetto, temperatura e dolorabilità (quindi infiammazione) della zona interessata.

Esistono diversi stadi della cellulite: la maggior parte delle donne presenta uno stadio 1 e difficilmente si arriva allo stadio 3. Correggendo lo stile di vita e le abitudini alimentari lo stadio 1 può essere reversibile; gli stadi 2 e 3 sono caratterizzati da accumulo di massa grassa, difficoltà circolatorie, elevato grado di infiammazione e stress a livello sistemico.

Le caratteristiche dei diversi stadi sono:


Stadio 0

· Colore della pelle uniforme

· Temperatura omogenea

· Aspetto liscio

· Plicabile (cioè possiamo pizzicare la zona) senza dolore


Stadio 1

· Colore della pelle tendente al violaceo

· Presenza di punti freddi dovuti a problemi del microcircolo o a problemi di ossigenazione dei tessuti

· Aspetto della zona non liscio, ma con qualche “bozzetto” dovuto alla protrusione del tessuto adiposo

· Pelle tesa, dura, non plicabile e dolorabile


Stadio 2: è uno stadio edematoso-fibrotico, cioè sotto la pelle è possibile sentire dei piccoli noduli; inoltre è presente un’infiammazione sia locale che sistemica. Da questo stadio la regressione è ancora possibile anche se potrebbe permanere qualche segno o punto critico:

· La pelle si presenta di colore rosso-violaceo sintomo dell’infiammazione locale

· I punti critici sono molto freddi e presentano il tipico aspetto a buccia d’arancia, in alcuni punti anche “a materasso”

· La parte è plicabile, pastosa ma dolorabile


Stadio 3: è raggiunto talvolta in età più avanzata ma solo se si ha avuto uno stile di vita scorretto e poco salutare

· La pelle presenta un colore normale

· La temperatura è normale

· La parte assume l’aspetto a materasso

· Plicabile, molle, non dolorabile


Tra le concause della cellulite abbiamo nominato lo squilibrio estrogenico: la donna più predisposta a sviluppare la cellulite presenta il morfotipo ginoide, con eccesso di estrogeni e insulina e carenza di androgeni e GH (ormone della crescita). In questo contesto l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale: fare pasti sbilanciati, con alto carico e indice glicemico determinano un picco glicemico e di conseguenza insulinico che possono andare a peggiorare la cellulite.


Quali possono essere dei consigli generali in caso di predisposizione di cellulite già presente?

· Non esagerare con la riduzione dei grassi: eliminando dalla dieta le fonti di grassi (per esempio riducendo drasticamente l’uso dell’olio extravergine di oliva o non consumando mai pesci ricchi di omega3, semi oleosi o frutta secca) ci priviamo di una classe fondamentale di grassi. I grassi mono e poliinsaturi infatti sono coinvolti non solo nel metabolismo ormonale, ma coadiuvano la digestione, nutrono la nostra flora batterica ed eliminarli dalla nostra alimentazione può provocare dei problemi nel lungo termine. Inoltre, diete fortemente ristrettive dal punto di vista dei grassi arrivano ad attivare delle vie metaboliche, attraverso l’azione degli estrogeni, che invece di andare a ridurre la formazione di grasso corporeo, la vanno a stimolare

· Non esagerare con la riduzione dei carboidrati: ovviamente se seguiti da un professionista si possono seguire dei protocolli low carbs o anche chetogenici, ma nel lungo termine la privazione non controllata dei carboidrati può portare a perdita di tono muscolare, aumento del cortisolo basale, uno stress generale che certamente non aiuta la perdita di peso ma che anzi potrebbe portare ad un blocco del dimagrimento

· Non eccedere nelle proteine ma seguire una dieta normoproteica, cioè calcolata in base al vostro fabbisogno per garantire l’apporto necessario per sostenere la massa magra e quindi il tono muscolare.

· Evitare cibi in scatola, pasti confezionati, affettati, salumi, formaggi stagionati perché più ricchi di sale aggiunto, conservanti, grassi saturi, che al contrario degli insaturi, è bene evitare.

· Ridurre dolci, zuccheri, prodotti con dolcificanti aggiunti perché aumentando la glicemia stimolano un maggior rilascio di insulina che a lungo andare può amplificare l’azione degli estrogeni, andando appunto a peggiorare la cellulite


Quindi cosa scegliere?

· fonti di proteine nobili e ad alto valore biologico come quelle che troviamo nelle uova biologiche, nel pesce pescato e nelle carni grass fed. Attenzione alle fonti di proteine vegane: trattandosi spesso di prodotti confezionati cerchiamo di leggere con attenzione le etichette per scegliere sempre alimenti di qualità.

· frutta e verdura di stagione

· cereali in chicco, pane e pasta integrali perché grazie alla presenza delle fibre non inducono picchi glicemici

· fonti di grassi buoni come olio EVO, ghee (o burro chiarificato), cocco, avocado, frutta secca, semi oleosi, cioccolato fondente (almeno 80-85%)

· cotture semplici per non alterare o perdere micronutrienti

· fare pasti bilanciati fin dalla prima colazione, evitando di consumare carboidrati non accompagnati da proteine-grassi-fibre (per esempio la “classica colazione” latte e biscotti/brioche è sconsigliata perché troppo sbilanciata verso gli zuccheri e i grassi saturi)


Cosa fare invece per quanto riguarda il sale? Toglierlo completamente è deleterio non solo in generale ma nello specifico anche per la cellulite, dal momento che è necessario per il mantenimento dell’equilibrio idroelettrico: infatti l’eliminazione del sale nel lungo tempo avrà come effetto l’aumento della sintesi dell’angiotensina II, che a sua volta promuoverà una maggiore ritenzione di liquidi!

Quindi, vanno evitati i prodotti con il sale aggiunto, ma nei nostri piatti possiamo aggiungere (ovviamente senza eccedere) sale marino integrale, perché più grezzo e quindi ricco di nutrienti.


In più un professionista potrà valutare anche dei protocolli di integrazione (non fate integrazione fai da te! Pur non essendo dei farmaci, è importante che vengano usati correttamente) che varierà a seconda delle possibili cause più evidenti della cellulite (non si può individuare con certezza LA causa, anche perché nella maggior parte dei casi è un insieme di cause, ma si può valutare il quadro generale): si potrà quindi agire su un miglioramento del quadro ormonale, della funzionalità del microcircolo, su un maggior supporto della produzione di collagene, su un miglioramento del metabolismo, sulla riduzione dello stato infiammatorio.


A questi consigli nutrizionali generali si possono affiancare i consigli di un personal trainer preparato che saprà darvi il giusto allenamento per avere una massa muscolare più tonica e sviluppata, che a sua volta aiuterà il corpo a una migliore gestione dei nutrienti, innescando un “metabolismo virtuoso”, senza incorrere in un aumento dello stato infiammatorio che si può instaurare quando ci si allena in maniera sbagliata.




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©2020 di Valeria Chiappetta Biologa Nutrizionista. Creato con Wix.com