Cerca
  • Valeria Chiappetta

La dieta Mediterranea e la Piramide Alimentare

Aggiornato il: set 12

Chi non conosce (o a volte pensa di conoscere) la dieta mediterranea? Ma che cos’è davvero? Chi l’ha definita così? Quali sono i principi su cui si fonda?

Come prima cosa bisogna sapere che la parola “dieta” viene usata nel suo significato etimologico di “stile di vita”: quindi con Dieta Mediterranea si è voluto indicare lo “stile di vita dei Paesi del Mediterraneo”.

Già questa prima indicazione ci fa capire che non si sta parlando solo di alimentazione… ma andiamo con ordine!


Di quali Paesi del Mediterraneo si sta parlando? E soprattutto lo stile di vita in quali anni?

Ancel Keys, il primo biologo nutrizionista della Storia, è anche il primo che ha voluto studiare in maniera sistemica le relazioni che intercorrono fra stile di vita, alimentazione, malattie coronariche e ictus ed è colui a cui si deve la descrizione della dieta mediterranea come modello di stile di vita.

Di origine statunitense ma che per studio si trovò presto a viaggiare in Europa, si trasferì negli anni ’50 in Italia: soggiornò in un primo periodo a Napoli e poi a Nicotera (VV) dove iniziò i primi studi di popolazione. Quello che lo colpì era che in Italia l’incidenza di malattie dell’apparato cardiovascolare era più basso di quello che si registrava negli Stati Uniti. Da qui nacque l’idea di uno studio epidemiologico che coinvolgesse 7 Paesi di aree geografiche differenti: il “Seven Countries Study”.

Furono reclutate 16 coorti di popolazione costituite da uomini di età compresa tra i 40 e i 59 anni per un totale di 12.763 soggetti, che vivevano negli Stati Uniti, Finlandia, Olanda, Italia, Croazia, ex-Jugoslavia, Serbia, Grecia e Giappone: da sottolineare che la maggior parte della popolazione coinvolta abitava in aree rurali.

I quesiti a cui Ancel Keys voleva rispondere erano:

· se popolazioni diverse fossero affette da reali differenze di prevalenza, incidenza e mortalità per cardiopatie coronariche

· se le differenze, qualora vi fossero, potessero essere riconducibili almeno in parte, a stili di vita e abitudini alimentari differenti

· se all'interno di singole popolazioni alcune caratteristiche individuali fossero associate allo sviluppo futuro di eventi coronarici e di altre condizioni morbose

Quello che emerse chiaramente fu che tra le popolazioni del bacino del Mediterraneo, dove l’alimentazione si basava prevalentemente su pasta, legumi, pesce, prodotti ortofrutticoli e solo olio d’oliva come condimento, la percentuale di mortalità per cardiopatia ischemica era molto più bassa di quella che si registrava in Paesi come la Finlandia, dove il regime alimentare quotidiano prevedeva l’utilizzo di molti grassi saturi come burro, strutto, latte e carne rossa.

Questi studi confluirono nel 1959 nella pubblicazione del libro “Eat well and stay well” dove vengono indicati come fattori di rischio per la genesi dell’aterosclerosi l’ipertensione, l’ipercolesterolemia e il livello di grassi animali della dieta.

Successivamente Keys si trasferì a Pioppi, un villaggio di pescatori nel Cilento, dove visse per quasi 30 anni e proseguì i suoi studi sulla dieta Mediterranea che nel 1975 portarono alla pubblicazione di un secondo libro, “How to Eat Well and Stay Well, the Meditarranean Way”: qui non solo vengono delineati per la prima volta i concetti base della dieta mediterranea, rappresentando quindi un importante trattato scientifico, ma vi sono raccolte anche molte ricette salutari, molte tipiche del nostro Cilento.

L’Italia volle riconoscere ad Ancel Keys la cittadinanza onoraria e nel 2004 è stato insignito dal Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi della Medaglia al Merito per la salute pubblica, per i suoi studi e per la divulgazione sugli effetti positivi della Dieta mediterranea nell'alimentazione dell’uomo.



Nel 2009 la dieta Mediterranea è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

"La Dieta Mediterranea (dal greco diaita, o stile di vita) è molto più che un semplice elenco di alimenti. Essa promuove l'interazione sociale, poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da una data comunità, e ha dato luogo a un notevole corpus di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende. La Dieta si fonda nel rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all'agricoltura nelle comunità del Mediterraneo" (Nomination file no. 00394 for Inscription on the Representative List of the Intangible Cultural Heritage in 2010 - Nairobi, Kenya - November 2010).

“La dieta mediterranea prevede un insieme di abilità, conoscenze, rituali, simboli e tradizioni riguardanti colture, raccolta, pesca, allevamento, conservazione, lavorazione, cucina e in particolare la condivisione e il consumo di cibo. Mangiare insieme è il fondamento dell'identità culturale e della continuità delle comunità in tutto il bacino del Mediterraneo. È un momento di scambio e comunicazione sociale, un'affermazione e un rinnovamento dell'identità della famiglia, del gruppo o della comunità. La dieta mediterranea enfatizza i valori di ospitalità, vicinanza, dialogo e creatività interculturali e uno stile di vita guidato dal rispetto della diversità. Svolge un ruolo vitale in spazi culturali, festival e celebrazioni, riunendo persone di tutte le età, condizioni e classi sociali. Include l'artigianato e la produzione di recipienti tradizionali per il trasporto, la conservazione e il consumo di alimenti, compresi piatti e bicchieri in ceramica. Le donne svolgono un ruolo importante nella trasmissione della conoscenza della dieta mediterranea: salvaguardano le sue tecniche, rispettano i ritmi stagionali e gli eventi festivi e trasmettono i valori dell'elemento alle nuove generazioni. I mercati svolgono anche un ruolo chiave come spazi per coltivare e trasmettere la dieta mediterranea durante la pratica quotidiana di scambio, accordo e rispetto reciproco.”


Ma quali sono i cardini della vera dieta Mediterranea, cosi come ce l’ha descritta Ancel Keys?

Bisogna prima di tutto fare una considerazione: come vi ho sottolineato precedentemente, le popolazioni studiate erano perlopiù rurali, quindi con uno stile di vita assolutamente non comparabile a quello che abbiamo noi oggi. Vivevano del lavoro dei campi, avendo quindi una vita decisamente più attiva della nostra, e soprattutto l’offerta alimentare non era certo comparabile a quella che abbiamo oggi nel nostro mondo occidentale e globalizzato.

Oggi seguire un regime alimentare secondo i principi della dieta Mediterranea vuol dire:

· non eccedere con l’introito calorico

· prediligere pane e pasta integrali, cereali in chicco

· scegliere sempre frutta e verdura di stagione e in quantità abbondanti

· consumare con regolarità i legumi

· consumare in quantità moderate pesce, carne, uova e latticini

· usare come condimento solo olio extravergine di oliva

· ridurre l’introito degli acidi grassi saturi e trans e favorire gli acidi grassi mono e polinsaturi

· ridurre il consumo degli zuccheri semplici

· ridurre drasticamente il consumo di alcolici, junk food, farine raffinate, insaccati


Per aiutare la popolazione a orientarsi nelle scelte alimentari sono state elaborate le Piramidi Alimentari.

Dopo una prima formulazione del 1992 ad opera del Dipartimento Statunitense dell'Agricoltura in cui non si faceva nessuna distinzione tra i vari tipi di grassi ma se ne consigliava una drastica riduzione e alla cui base erano presenti solo farinacei (senza valutare se fosse preferibile sceglierli integrali) con frutta e verdura posti in un gradino più alto, nel 2003 in Italia e nel 2005 nella scuola di Harvard sono stati formalizzati gli attuali modelli di piramide alimentare in base alle tante nuove conoscenze acquisite negli ultimi decenni.

Per la prima volta non si parla soltanto di alimentazione ma di stile di vita: infatti alla base della Piramide troviamo l’attività fisica e la convivialità proprio per sottolineare quanto il benessere dipenda strettamente dalla qualità della nostra vita sia in termini relazionali sia di movimento; inoltre viene sottolineata l’importanza di scegliere i prodotti in base alla stagionalità, sia perché sono più ricchi dal punto di vista nutrizionale, sia perché maggiormente ecosostenibili.

In questa nuova Piramide viene evidenziata per la prima volta l'importanza del bere, frutta e verdura vengono messi alla stesso piano dei farinacei (con la specifica di preferirli integrali) e troviamo un'altra differenza sostanziale nel trattamento dei grassi all'interno dei quali vengono promossi quelli mono e polinsaturi (frutta secca, semi, olive, olio EVO).


Ricordiamo quindi che uno stile di vita corretto e una sana alimentazione sono il punto di partenza fondamentale per garantirci un buono stato di salute.



Bibliografia

http://www.sossanita.it/doc/2015_11_origini_DIETAmediterranea.pdfhttp://www.ecomuseodietamediterranea.it/ancel-keys/http://www.lascuoladiancel.it/ancel-keys/

•https://ich.unesco.org/en/RL/mediterranean-diet-00884 •https://www.obesityday.org/usr_files/biblioteca/Carta_valori_dieta_mediterranea.pdf •http://www.piramideitaliana.it/

Fonte immagine: · https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/alimentazione/dieta-mediterranea-una-piramide-di-salute


 

©2020 di Valeria Chiappetta Biologa Nutrizionista. Creato con Wix.com